Ghe Renzi mi

Non si sa ancora il se, il quando, il come si faranno le primarie del centrosinistra ma già ci sono quattro candidati ufficiali ( Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi, Laura Puppato e Pippo Civati ). Tutti dello stesso partito, per giunta. Di questo passo, qualcuno ha affermato, ci saranno più candidati alle primarie degli stessi elettori. Questa, però, delle candidature che si moltiplicano con la velocità di un processo di mitosi è il prodotto di un fenomeno antico. Un fenomeno che è quasi un segno distintivo della sinistra italiana: riuscire a dividersi su tutto.

Che si parli di economia, di mercato del lavoro, di diritti civili o delle partite della Nazionale non fa differenza: l’importante è dire qualcosa che sembri differente da quanto detto dagli altri e, subito dopo, organizzare una propria corrente. Una corrente salvifica, ovviamente, che riuscirà da sé sola a risolvere i problemi del Paese. Siamo di fronte ad una sorta di “ghe pensi mi” in versione social: il capo corrente, infatti, parla di un “noi” ma il discorso cambia poco visto che con quel “noi” indica comunque quei quattro gatti legati al proprio gruppo.

Il capo di ogni corrente, dunque, si sente una sorta di salvatore della Patria: senza la sua corrente non solo la sinistra affonderebbe ma l’intero Paese andrebbe a picco. Lo capirebbe anche un bambino che non è così. Che, anzi, a furia di creare gruppi, correnti, e comitive varie di salvifico ci sarà ben poco perché da salvare ci sarà ben poco. Ma il capo corrente, quasi sempre, va sicuro per la sua strada. Non importa che sia sbagliata. Tanto, una volta andati a picco nessuno potrà ricordarglielo.

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11 risposte a Ghe Renzi mi

  1. Poveri noi…ti preferisco quando NON scrivi di politica!

  2. Don(n)a ha detto:

    ricordo un intervento di Crozza a Ballarò, mi pare, in cui descriveva il centro sinistra e il suo essere un po’ come la tecnica del puntinismo, tutti divisi con la sola differenza che i puntinisti riuscivano a mostrare una immagine con un senso da lontano, mentre il centro sinistra separato era da vicino, separato restava da lontano. (commento notturno, forse un poco confuso)

    • lacapufresca ha detto:

      Questo pezzo di Crozza me lo son perso. Devo dire che è proprio calzante: l’immagine di tanti puntini che rimangono divisi sia da vicino che da lontano mi sembra faccia proprio al caso nostro.
      Altro che commento confuso, hai centrato in pieno il nocciolo della questione!

  3. rasoiata ha detto:

    Mi scuserai, ma dissento.
    Renzi non e’ uguale a Civati.
    Bersani non e’ uguale a Puppato.
    E poi ci sono buone possibilita’ che Pippo si presenti con Laura.
    Detto cio’, cosi’ sgombriamo il campo dai dubbi, non si chiama “corrente”, bensi’ “pluralismo”, un partito che conta piu’ di dieci milioni di votanti potra’ avere quattro candidati, oppure ci siamo abituati che siccome dalla parte dei fascisti c’e’ sempre il nano, allora anche noi dobbiamo averne solo uno?
    Poi ci sono Tabacci, Vendola e forse Boeri.
    Ricordo che alle scorse vi furono Bersani, Franceschini e Marino, che oggi siedono negli stessi banchi senza tante storie.
    Ricordo che Hilary Clinton sparava badilate di merda ogni giorno contro Obama, e poi e’ diventata segretario di stato, si chiama competizione, poi uno vince e gli altri fanno il gioco del vincitore.
    Fra noi progressisti funziona cosi’, prendere o lasciare.
    Le “correnti” di cui parli sono ben altra cosa, e bisogna risalire alla DC degli anni settanta per trovarne, una era quella di Andreotti, una quella di Fanfani, una quella di De Mita, una quella di LaPira etc etc etc.
    Se si leggono i programmi dei tre candidati (perche’ la Puppato lo sta editando in questi giorni) se ne evince che, pur prevalendo lo spirito progressista, quello di Renzi e’ piu’ spostato a destra, quello di Civati piu’ spostato verso la societa’, mentre quello di Bersani tende una mano al centro e una ai vecchi votanti del pci.

    Ripeto, si tratta di competizione, come in un campionato sportivo, ci sono piu’ squadre, nulla di trascendentale, nulla di piu’ semplice, una vince.

    Io votero’ Pippo Civati.

    Hasta
    Zac

    • lacapufresca ha detto:

      Caro Zac, per me le Primarie rappresentano un grande momento di democrazia e partecipazione e sono simbolo di quella buona politica in cui non c’è un padre-padrone che comanda. Ma il pluralismo, per essere sano e non fine a se stesso, deve davvero essere espressione di voci differenti e di competizione sulle idee.
      Il fatto che ancor prima di capire se, quando e come si faranno le primarie già siano spuntati quasi 10 nomi di candidati mi preoccupa, proprio perché voglio che si sfrutti al meglio questo strumento di partecipazione. Perché sia davvero competizione sulle idee e non ( solo ) sulle persone.
      In questo caso, tra l’altro, le Primarie sono di coalizione e non di partito ( come quelle citate da te tra Bersani, Franceschini e Marino in cui era naturale che si scontrassero le varie idee presenti nel partito ) e sarebbe, quindi, più naturale che il grosso della competizione si svolga tra esponenti dei diversi partiti che comporranno la coalizione che, si presume ( essendo a capo di partiti differenti ), abbiano anche proposte politiche differenti.
      Quanto alle correnti, in realtà la loro esistenza arriva fino ai giorni nostri. Ricordo benissimo gli ultimi congressi dei Democratici di sinistra in cui alla corrente legata al segretario ( all’epoca Fassino ) si accostavano quella di Mussi-Berlinguer e quella di Morando. Ma in quel caso, come in quello da te citato, erano davvero tre visioni differenti che si fronteggiavano. Come è normale in un partito pluralista.
      Adesso mi sembra più sbiadita questa differenziazione ( per quanto non metta nello stesso calderone un Civati con un Renzi ) ma, soprattutto, mi sembra inopportuno palesarla ora visto che si tratta di primarie di coalizione, e non di partito ( in teoria nello Statuto del Partito Democratico è previsto che sia il segretario il candidato premier ).
      Io credo che in occasioni come questa, almeno gli iscritti allo stesso partito, dovrebbero fare uno sforzo e concentrarsi sulle cose che hanno in comune con la linea del segretario. Se proprio non ce ne sono bè, forse meritano di partecipare alle Primarie. Ma dopo aver cambiato partito.

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