Un altro 14 luglio

In occasione del 14 luglio, anniversario della Presa della Bastiglia, simbolo della Rivoluzione francese, mi sembra giusto dare fiato alla speranza di una rivoluzione moderna, una rivoluzione culturale.

Per svolgere questa sorta di commemorazione ci sarebbero svariati modi ma io ho scelto il più banale: elencare le prime 10 cose che per me veramente rivoluzionerebbero lo stato delle cose.

Mi rendo conto che dietro l’angolo incombe il rischio della retorica ma per oggi non fa niente. Del resto, a chiedermi la pubblicazione di questo post è stato direttamente lo spirito di Georges Jacques Danton apparsomi in sogno dopo l’ascolto di un brano musicale a lui ispirato.

Ecco i 10 punti:

1. Pensare prima al giusto, poi al conveniente.

2. Esercitare il proprio diritto di voto in piena libertà senza chiedere favori.

3. Amministrare la cosa pubblica in modo competente e decoroso senza lucrare e senza promettere favori.

4. Onorare la Costituzione.

5. Non delegare tutto ai propri rappresentanti e controllarli nell’esercizio del loro mandato.

6. Informarsi costantemente su come viene amministrata la cosa pubblica.

7. Non prendere per oro colato tutto ciò che viene detto da organi di stampa, web e televisione.

8. Pretendere dai propri rappresentanti lo stesso rispetto dell’etica che si pretende per se stessi.

9. Nelle critiche, nelle proteste, nelle varie occasioni di partecipazione bandire ogni forma di integralismo.

10. Non scadere nella retorica e, sopratutto, non sparare cazzate a vanvera solo per il gusto di completare un decalogo.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in laprosa, libertà di prosa e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

14 risposte a Un altro 14 luglio

  1. Se dovessi giudicare il tuo decalogo alla luce di quel che succede oggi, dovrei ammettere che è frutto della pazzia o, probabilmente, dell’assunzione di droghe di un certo calibro ma se poi penso che, forse, è esistita un’epoca in cui tutto ciò era “normale” mi assale un’enorme tristezza perchè nemmeno io sono abituata a concepire in questo modo la politica.

    • laulilla ha detto:

      Eppure, in molti paesi europei (quelli che hanno conosciuto la riforma protestante, direi,) il rispetto della cosa pubblica e di una condotta dignitosa da parte dei politici è considerato normale. Un po’ meno di indulgenza lassista e opportunistica da parte della chiesa, ancora troppo legata al potere, credo che aiuterebbe!

      • lacapufresca ha detto:

        Sicuramente in alcune circostanze una parte della Chiesa si è mostrata eccessivamente indulgente nei confronti di alcune condotte non dignitose di politici italiani.
        Però io credo che il nostro paese debba trovare al proprio interno gli anticorpi per reagire alla situazione malata in cui si trova: sarebbe sufficiente che ognuno, politico o semplice cittadino, rispetti la cosa pubblica allo stesso modo con cui pretende il rispetto della propria cosa privata. Anzi, forse un po’ di più: del resto se viene meno la cosa pubblica viene meno l’intera comunità.
        Quanto al rapporto tra lo Stato e la Chiesa credo che la confusione dei ruoli e dei poteri è stata per lo più dovuta al determinante incontro tra la parte peggiore della Chiesa e la parte peggiore della politica italiana.
        Sarebbe decisivo isolare le une e le altre per far emergere finalmente un rapporto sano tra Stato italiano e Chiesa.

      • Beh hai perfettamente ragione visto che, trovandomi spesso all’estero, vedo un modo di ragionare completamente diverso e le cose funzionano senza dubbio meglio. Certo il periodo non è buono anche all’estero ed i politici combinano i bei loro macelli per cercare di combattere la crisi ma il nostro attaccamento alla Chiesa costituisce senza dubbio uno svantaggio. Attualmente, ad esempio, mi trovo in Spagna, un paese che sta vivendo la crisi fortemente però, negli anni, ha saputo scrollarsi di dosso gli effetti di un passato devastante e ha saputo distaccarsi dalla Chiesa, accettando modi di vivere e concepire la vita che in Italia nemmeno ci sogniamo!!!

    • lacapufresca ha detto:

      Ti assicuro che ero completamente lucido mentre scrivevo il post ( a parte l’ascolto della canzone di Caparezza, si intende 🙂 ).
      Sì, un pò di tristezza assale anche me ma abbiamo il dovere di farne tesoro per tramutarla in energia positiva e iniziare nel nostro piccolo questa rivoluzione gentile.

      • Certo, la riforma nel proprio piccolo funziona ma quanti la mettono in pratica? Viviamo ormai talmente col sangue agli occhi che nemmeno riusciamo a tener fede ai nostri valori. Siamo completamente travolti dalla vita!
        La nostra mentalità è ancora troppo ancorata a modelli ormai sorpassati e manchiamo di elasticità, di quell’elasticità tale da riconoscere che potremmo vivere meglio e, invece, non facciamo altro che arrangiarci!!!

  2. rasoiata ha detto:

    Quoto in toto il commento di Laulilla.
    La 1 e la 8 sono sogni allo stato puro, forse fra tre generazioni se ne riparla.

    Ciao
    Zac

    • lacapufresca ha detto:

      In effetti, sia la 1 che la 8 richiedono un pò di tempo perchè si realizzino appieno. Ma, del resto, un radicale cambiamento spesso ne richiede tanto, di tempo.

      Ciao Zac e grazie per la visita!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...