“Lei non sa chi sono io”

Qualche giorno fa ha destato un certo scalpore la sentenza della Cassazione secondo cui chi utilizza contro qualcuno la frase “lei non sa chi sono io” può incorrere nel reato di minaccia. Uno scalpore dovuto al fatto che, da sempre, questa è la frase che colora le discussioni di tanti italiani ( magistralmente interpretata da Totò in un suo celebre film ) e con cui gli spacconi vogliono intimidire gli interlocutori difficili a piegarsi alle proprie intenzioni.

Ovviamente lo scalpore è determinato anche dal fatto che i giornali, un po’ per attirare l’attenzione dei lettori, un po’ per far comprendere più velocemente il significato di concetti giuridici, spesso ne banalizzano il contenuto. La Cassazione, infatti, non ha affermato che alla mera pronuncia di quella frase scattano le manette ma ha molto più semplicemente ritenuto che bisogna valutare il contesto in cui essa è inserita. Se, infatti, si tratta di un “contesto ad alta tensione verbale” in cui l’uno dice all’altro che gliela farà pagare può realizzarsi quel pericolo di un male ingiusto che sostanzia il reato di minaccia. Le conclusioni della Corte non solo non dovrebbero destare scalpore ma sono in linea col buon senso prima ancora che con questo o quel principio giuridico.

A margine della sacrosanta presa di posizione della Corte, però, è utile aggiungere una altrettanto sacrosanta postilla. Dietro al “lei non sa chi sono io “, infatti, non c’è solo quell’aria arrogante dello spaccone di turno che spesso intende minacciare qualcuno ma c’è anche una buona dose di grassa ignoranza. Una ignoranza che, però, viene spesso sconfitta grazie a quel guizzo creativo, tipicamente italico, con cui al “lei non sa chi sono io” si risponde con saggezza: “certo che lo so, lei è un gran pirla”.

 

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10 risposte a “Lei non sa chi sono io”

  1. laulilla ha detto:

    Sentita da un amico a Firenze, su un bus di linea: ” Zitti tutti, che ora il signore ci dice chi è!” 🙂

  2. Barabba Marlin ha detto:

    oppure “…e ci sarà un motivo se non la conosco no?”

  3. Mr.Loto ha detto:

    Il ragionamento non fa una piega e sono molto spiritose anche le due risposte dei commenti.

    Un saluto

  4. william ha detto:

    Gaber scrisse: “Però si sa che dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. È nata così la “Democraziarappresentativa” che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: “Lei non sa chi sono io!” lol

  5. Federconsumatori Brindisi ha detto:

    Magistrale!

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