“Premi”…era tempo perso

Chiusi. Eravamo chiusi in quella scatola maledetta da ormai tanto tempo. Troppo tempo.

Non ricordavamo più da quanto. Quasi non ricordavamo neanche il motivo per cui eravamo finiti lì dentro. No, quello no. Quello in realtà lo ricordavamo bene.

Eravamo entrati in quel maledetto ascensore perché gli altri si erano convinti che era l’unica via d’uscita.

“Un ascensore? La via d’uscita? Ma siete pazzi?” Avevo provato a convincerli ma nulla di fatto. Anzi. Con la scusa che dovevo convincerli, alla fine ci ero capitato anche io lì dentro.

Ed ora non sapevo più come uscirne.

“Ma come diavolo hanno fatto a farsi convincere da quell’idiota?”

Eppure quell’idiota tanto idiota non era. Ci sapeva fare. Era un grande imbonitore, sì. Ma conosceva benissimo l’arte della persuasione.

“Ad avercela avuta io, questa splendida arte, ora non saremmo in questo dannato ascensore!”

Come diceva quel tale? Per riuscire a esercitare l’arte della persuasione devi possedere tre cose: il logos, il pathos e l’ethos.

Di certo a quello non mancano queste doti.

La favella è il suo forte.

Per non parlare poi della passione che ha quando comunica. Un grande.

“Certo, avrei qualche dubbio sull’ethos…anzi no, nessun dubbio: l’ethos non ce l’ha proprio. Forse quel tale aveva parzialmente ragione”.

Ad ogni modo ora eravamo lì. Chiusi. Schiacciati l’un l’altro. Senza ossigeno. E con il terrore di sprofondare da un momento all’altro.

Che strano. In quell’ascensore ci eravamo entrati per raggiungere i Piani Alti ed ora invece saremmo caduti nello sprofondo.

Anzi, stavamo già cadendo. Precipitavamo, per l’esattezza.

E nessuno che avesse il coraggio di fare qualcosa, di partorire un’idea nuova per uscire da quell’oblìo.

D’improvviso, la lampadina. Quella che non t’aspetti, quella che si sarebbe dovuta accendere un minuto dopo esser finiti in questo casino.

Soprattutto, quella che si sarebbe potuta accendere un minuto dopo esser finiti in questo casino.

Premere un tasto.

Ora era tardi. Sprofondavamo, lentamente.

“Premi”…era tempo perso.

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2 risposte a “Premi”…era tempo perso

  1. Concetta Somma ha detto:

    Sei grande!

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